
Field
AV Performance
Duration: 45 min.
viernes, 26 noviembre 2021 | 22:00 > 22:452021-11-26T22:00:00.000Z | Pavilion 1
FIELD parte dal principio che i suoni possono essere generati dai campi elettromagnetici onnipresenti nell'ambiente.
In questa performance, i segnali elettrici residui, impercettibili agli occhi e alle orecchie, sono raccolti da microfoni trasduttori elettromagnetici e diventano i materiali dell'opera. Anche se sono intangibili, sono soggetti a manipolazione.
Sul palco, Martin Messier interagisce con due pannelli di alluminio con patch multipli i cui ingressi e uscite sono interconnessi.
La composizione sonora e luminosa emerge attraverso un continuo movimento di inserimento e disinserimento tra i pannelli - le possibilità sono infinite. Con i suoi gesti performativi, Martin improvvisa configurazioni audiovisive che sono simili ma mai esattamente le stesse.
Le variazioni tra il flusso elettromagnetico ambientale e le connessioni effettuate dall'artista generano un effetto di fluttuazione da una performance all'altra - una fluttuazione che costituisce la costante dell'opera.
Con FIELD, Messier dà forma materiale a questo flusso altrimenti inudibile e invisibile. Egli diventa l'operatore attraverso il quale l'opera viene attivata e portata nel mondo reale.
Vera e propria mimesi della corrente elettromagnetica, l'aspetto visivo può immergere il pubblico in uno stato ipnotico: l'onnipresente potenza impercettibile che ci circonda viene qui spogliata del suo mistero e ci appare finalmente accessibile.
FIELD parla delle forze invisibili che ci circondano: il loro ascendente e la loro interdipendenza.
Anche se interagiscono ad un livello assolutamente indistinguibile, sono alla base dei nostri gesti e movimenti e ci trasportano in qualche modo.
In questo senso, l'opera e l'artista arrivano insieme a uno scambio che determina le condizioni degli elementi visivi e sonori della performance: fulmini accecanti e conduzione di elettricità.
In questa performance, i segnali elettrici residui, impercettibili agli occhi e alle orecchie, sono raccolti da microfoni trasduttori elettromagnetici e diventano i materiali dell'opera. Anche se sono intangibili, sono soggetti a manipolazione.
Sul palco, Martin Messier interagisce con due pannelli di alluminio con patch multipli i cui ingressi e uscite sono interconnessi.
La composizione sonora e luminosa emerge attraverso un continuo movimento di inserimento e disinserimento tra i pannelli - le possibilità sono infinite. Con i suoi gesti performativi, Martin improvvisa configurazioni audiovisive che sono simili ma mai esattamente le stesse.
Le variazioni tra il flusso elettromagnetico ambientale e le connessioni effettuate dall'artista generano un effetto di fluttuazione da una performance all'altra - una fluttuazione che costituisce la costante dell'opera.
Con FIELD, Messier dà forma materiale a questo flusso altrimenti inudibile e invisibile. Egli diventa l'operatore attraverso il quale l'opera viene attivata e portata nel mondo reale.
Vera e propria mimesi della corrente elettromagnetica, l'aspetto visivo può immergere il pubblico in uno stato ipnotico: l'onnipresente potenza impercettibile che ci circonda viene qui spogliata del suo mistero e ci appare finalmente accessibile.
FIELD parla delle forze invisibili che ci circondano: il loro ascendente e la loro interdipendenza.
Anche se interagiscono ad un livello assolutamente indistinguibile, sono alla base dei nostri gesti e movimenti e ci trasportano in qualche modo.
In questo senso, l'opera e l'artista arrivano insieme a uno scambio che determina le condizioni degli elementi visivi e sonori della performance: fulmini accecanti e conduzione di elettricità.
Author
- [Text available only in English] For more than 15 years, Martin Messier has created works in which sound meets images and objects. In the form of performances and installations – with a choreographic tone – these works place the body front and centre.
After studying composition at l’Université de Montréal, Martin began an experimental sound practice that integrated video images. He quickly developed performative audiovisual apparatuses that brought everyday objects and the sound potential of their various materials to the stage....

